INTERVISTE MAMME TOP OF INSTAGRAM

Eleonora di Therealmiagram si racconta alle lettrici di COMPOSURE

Instagram è ormai diventato il regno delle mamme. E quando dico regno, intendo nel vero senso della parola. Sono le regine degli scatti più belli, le più seguite e le più ammirate, spesso invidiate ed imitate.
Ce ne sono alcune però che di distinguono tra tutte. Chi per la particolarità delle foto che postano, chi per lo stile, chi per la personalità che spesso salta fuori nelle risposte ai commenti dei follower, e chi per il modo di essere mamma.
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Ce n’è una in particolare che, a mio parere, rispecchia tutte queste caratteristiche
Oggi abbiamo avuto il piacere di intervistare Eleonora di therealmiagram.
Eleonora vive in provincia di Milano, ha 30 anni e sta terminando proprio in questi giorni il suo praticantato da avvocato. Un’insta-mamma in carriera insomma.

Nella sua galleria Instagram salta subito all’occhio la particolare bellezza di sua figlia Mia, una bellissima e simpaticissima bambina di 3 anni, sempre presente in ogni scatto insieme a mamma Eleonora e papà Loris.

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Eleonora è stata così carina da soddisfare tutte le mie curiosità, e io sono felice di potervela presentare così che possiate conoscerla meglio anche voi.
Dal tuo profilo Instagram si nota come Mia sia sempre insieme a voi in ogni occasione. Quella di essere così uniti è una scelta volontaria o qualcosa di “logisticamente” inevitabile? 
«È una scelta volontaria. Da quando è nata l’abbiamo portata sempre con noi. Vogliamo insegnarle a stare al mondo, abituarla a diversi contesti e farle comprendere l’atteggiamento giusto da tenere nelle varie circostanze.  Ovviamente ogni tanto ci fa piacere uscire solo noi due e tornare ad essere una “coppietta”, ma  tendenzialmente preferiamo coinvolgerla il più possibile, soprattutto da quando ho iniziato a lavorare. Il tempo da passare con lei mi sembra sempre così poco che rinunciare anche solo ad una cena non mi farebbe sentire serena. Ma poi lei è così divertente
per me è un piacere averla con noi, non rappresenta mai un peso o un intralcio, fa parte della nostra crew ormai!» 
Insieme a te e alla splendida Mia, è sempre presente papà Loris e grazie al tuo profilo abbiamo potuto apprezzare anche la sua pagina “lafrettadilolino“. È stata la nascita di Mia ad ispirare questo progetto o faceva parte della vostra vita già prima del suo arrivo? 

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«In realtà con la nascita di Mia è successo proprio l’opposto. Loris ha sempre avuto la passione per il disegno, studiava graphic design e poco prima che rimanessi incinta aveva iniziato a dilettarsi con i tatuaggi. La notizia della gravidanza e la necessità di dare una raddrizzata alle nostre esistenze l’ha spinto a dedicarsi totalmente al suo lavoro, che poco ha a che fare con l’arte, e a mettere da parte la sua creatività. Quest’estate ha ripreso in mano i pennarelli e ha disegnato la nostra famiglia (la mia immagine del profilo instagram), ha ricevuto talmente tanti  complimenti che è tornato a credere in sé e che hanno fatto tornare in lui la voglia di dedicarsi alla sua passione, seppur sotto un profilo diverso.
Così è nata “lafrettadilolino”: le richieste sono arrivate a raffica, ma pensavamo sarebbero diminuite dopo un po’, Invece, a distanza di quasi un anno, ha ancora una lista interminabile di ordini!»
Ultimamente siete riusciti a collegare la vostra vita familiare, con quello che probabilmente era un sogno di Loris e dell’impegno messo nel suo lavoro, ed è nato l’e-book “la Tosse”. Ci racconti qualcosa di più? 
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«Il libro è nato per caso. Talmente per caso che non so nemmeno descriverti come sia partita tutta la cosa. Mia ha spesso la tosse e il suo moccio perenne ci ha fatto venire l’idea. Loris mi ha chiesto di scrivere alcune frasi sull’argomento e poi le ha trasformate in immagini. È stato un percorso graduale, non sapevamo nemmeno se sarebbe mai arrivato a termine, anche perché il tempo da dedicare al progetto era sempre pochissimo. La sera dopo aver messo a letto Mia cercavamo gli incastri perfetti tra testi e immagini. Abbiamo modificato il contenuto un centinaio di volte finché ci siamo detti “se aspettiamo che sia perfetto, non ne veniamo più a capo” e così lo abbiamo messo on line nella versione che più ci aveva convinto. Ora stiamo cercando il percorso più semplice per mandarlo in stampa, vorremmo trovare la via per riuscire a vendere il cartaceo senza essere obbligati ad alzare troppo il prezzo e rientrare nelle spese. Vorremmo fosse accessibile a tutti e che il rapporto qualità-prezzo fosse buono».


Dopo tanti anni di studi sei ancora convinta della scelta lavorativa fatta? Dove hai trovato la forza di continuare nonostante la nascita di una neonata? Desideri ancora fare l’avvocato o in cuor tuo sogni un’altra strada?

 

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«Sono assolutamente convinta che non avrei potuto fare scelta peggiore dal punto di vista lavorativo. È un percorso molto lungo e inizialmente dà pochissime soddisfazioni sotto ogni punto di vista, soprattutto quello economico. Si esce dall’università convinti di andare a spaccare il mondo e ci si ritrova davanti un mestiere che non si è assolutamente in grado di fare, nonostante gli anni di studio. Si entra nel girone infernale della pratica forense che è una sorta di schiavismo legalizzato e non se ne esce nemmeno quando si ha il titolo in mano! La forza l’ho trovata nell’ansia. L’ansia di avere dei rimpianti, di svegliarmi a quarant’anni insoddisfatta e infelice, di buttare all’aria gli anni di studio. Mi sono data un’opportunità, la dovevo a me stessa. Ho racimolato tutta la mia forza di volontà e la mia tenacia e sono arrivata fino alla fine del praticantato. Ora non so cosa mi riservi il futuro, di sicuro tenterò l’esame e forse anche in base all’esito valuterò il da farsi. Certamente ho capito che quello dell’avvocato è un mestiere che si concilia malissimo con l’essere mamma, o meglio, con l’essere mamma come voglio esserlo io».


Sei molto diretta sui social, rispondi a tono e non sopporti molto le “super mamme di Instagram”. 

«Pensa che quello che vedete di me sul mio profilo è la versione “filtrata” della mia vera essenza. A volte scrivo, rileggo e mi rendo conto che è troppo, che potrei essere fraintesa e dare quindi adito a interpretazioni fantasiose, e allora cambio strada e rispondo con una faccina. La verità è che lo strumento aiuta poco, non permettendo di comprendere il tono con cui sono dette le cose, se ci aggiungi che spesso dall’altra parte c’è chi attende il tuo sgarro per iniziare la battaglia, in un attimo scoppia la guerra!»


Sei mai riuscita a stringere un’amicizia reale su questo social? 

«Grazie ad Instagram ho conosciuto Ilaria (mamma_ila), che oggi posso a tutti gli effetti definire un’amica reale. Per il resto ci sono un sacco di persone piacevoli, con cui mi sento periodicamente, che seguo volentieri e con le quali mi piace condividere e scambiare opinioni».


Cosa pensi sul mostrare o meno immagini di un bimbo sui social?

 

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«Direi che la risposta è abbastanza scontata nel mio caso. Non ci vedo assolutamente nulla di male. Mostro mia figlia quotidianamente al parco, al supermercato, al ristorante, la sua immagine viene “visualizzata” più spesso dal vivo che sui social. Non ho intenzione di lasciare che la paura che ci possa essere brutta gente al mondo influenzi le nostre esistenze. Cerco comunque di avere degli accorgimenti per evitare, appunto, che il reale si mischi eccessivamente con il virtuale. Non indico mai i nostri cognomi, cerco di fare in modo che non emerga il luogo dove viviamo e quello dove va all’asilo. Non so a quanto possa servire ma mi fa sentire più sicura!»


Hai deciso di sospendere momentaneamente il tuo blog, cosa ti ha portato a prendere questa decisione?

«Innanzitutto la mancanza di tempo, i post erano frutto delle mie pause pranzo e, per questo, spesso approssimativi e non in grado di racchiudere a pieno il mio pensiero sull’argomento trattato. A volte li scrivevo di fretta, tra un boccone e l’altro. Io sono un po’ pignola, mi piace fare le cose per bene, se non ci riesco preferisco non farle nemmeno. Ma c’è anche un altro fattore. Mi sono accorta di non sentirmi più libera di scrivere ciò che pensavo, senza filtri e senza censura. Il web è un campo minato in cui doversi inserire senza far scoppiare troppe bombe, basta una frase fuori posto perché qualcuno ti appioppi idee che non ti appartengono e questo mi spaventa un po’, soprattutto perché so che ci sono molte ragazze giovani che mi seguono. Ogni volta che scrivevo un post trattando temi delicati (e mi riferisco a quelli relativi all’aborto, alla maternità, ecc…) mi ritrovavo a riflettere su ogni singola parola, alla fine veniva fuori un testo che non mi apparteneva del tutto. Non mi rimaneva che continuare a parlare del più o del meno, cosa che comunque non mi dispiaceva, ma che non mi soddisfava a pieno. Questo ragionamento, unito alla reale mancanza di tempo, mi ha spinto ad optare per un periodo di pausa. Ma tornerò, spero, trovando il modo di conciliare il senso di responsabilità con la libertà di pensiero».


Sponsorizzeresti mai un prodotto solo perché ti viene regalato da un’azienda? Riusciresti ad essere obbiettiva nella valutazione? 
«Di solito quando mi offrono qualche prodotto in omaggio chiedo subito quali siano le condizioni della sponsorizzazione, se non mi piacciono semplicemente non li accetto. Rifiuto quando mi viene chiesto di pubblicare foto non mie, frasi preconfezionate o descrizioni minuziose e dettagliate del prodotto. Non perché pensi che le “sponsorizzazioni nude e crude siano il demonio”, ma semplicemente perché non mi piace vederle sui profili altrui quindi men che meno vorrei vederle sul mio al quale davvero tengo molto. Quando invece mi mandano qualcosa in regalo, lasciandomi libera di scrivere ciò che voglio e di scattare le foto che preferisco, se il prodotto mi piace o mi incuriosisce, lo accetto volentieri. Se poi fa cacare, di solito lo scarico a mia madre, ma questo non ditelo alle aziende! Obiettivamente non mi sono mai sentita libera di scrivere pubblicamente e spudoratamente che un prodotto è un pacco, si tratta pur sempre di un regalo e lo trovo davvero poco cortese, è un po’ come quando la tua prozia a Natale ti dona l’ennesimo centrotavola… mica puoi dirle che è un regalo di merda, indossi un sorriso di circostanza e ringrazi! Si, lo so, sono una falsa!»
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