BEAUTY HOW TO SALUTE | BENESSERE

Ci tieni alla tua pelle? Non è una minaccia, ma un avvertimento! Ecco come leggere le etichette delle creme

Facciamo tanta attenzione a cosa mangiamo, a cosa beviamo, ai materiali che indossiamo… ma, siamo sicuri di quello che ci mettiamo in faccia? E su tutto il corpo? Anche la crema più costosa, anche quella griffata, può nascondere brutte sorprese. Vi spiego come evitarle.

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Qual è l’organo più grande del nostro corpo? 
La pelle!!!
Eh si, proprio lei… Ci avevate mai pensato?
E’ il primo organo di senso che si sviluppa nell’embrione umano, insieme al cervello e manifesta l’unità tra corpo e mente, attraverso di lei, vediamo l’espressione delle emozioni:  A tutti è capitato di arrossire per un’arrabbiatura, o un imbarazzo o addirittura per un batticuore.
Ancora peggio è quando il rossore è dovuto al contatto con sostanze “nemiche” sia della pelle ma anche del resto del corpo.
La pelle respira, assorbe, espelle, ci protegge e pone i confini tra noi e il mondo esterno.
È per questo che si rende necessario tutelarla al meglio, facendo attenzione alla composizione dei prodotti con cui la mettiamo in contatto.
E allora, in nostro aiuto arriva l’INCI.
L’INCI, che sta per International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, non è altro che l’elenco degli ingredienti cosmetici espresso secondo una nomenclatura standard.
Grazie ad una legge del 1997, nell’Unione Europea,  le case cosmetiche sono obbligate a riportare sulla confezione di ogni prodotto l’elenco degli ingredienti in esso contenuti, scritti in ordine decrescente di concentrazione al momento della loro incorporazione. Quindi al primo posto si leggerà l’ingrediente contenuto in percentuale più alta, e man mano a seguire gli altri, fino a quello contenuto in percentuale più bassa.
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Schermata 2017-03-31 alle 02.49.13.pngLa nomenclatura standard prevede che:

  • Gli ingredienti di derivazione vegetale che non hanno subito processi chimici sono espressi tramite il loro nome botanico latino, seguito dalla parte di essi utilizzata in lingua inglese. Ad esempio: “prunus dulcis oil” sta per “olio di mandorle dolci”.
  • Le sostanze che  hanno subito un intervento chimico hanno un nome inglese. Ad esempio: “sodium laureth sulfate” sta per “sodio lauriletossisolfato”.
  • I coloranti sono indicati sempre in fondo, con la sigla C.I., che sta per colour index, seguita da un numero identificativo generalmente di 5 cifre.Schermata 2017-03-31 alle 02.49.13.png

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Vediamo quali sono le sostanze a cui fare maggiormente attenzione:

Mineral oil, paraffina, petrolati, vaselina: derivanti dal petrolio, queste sostanze producono un film impermeabile sulla pelle che diventa più liscia ma che ne impedisce la normale traspirazione e ossigenazione. Effetto molto simile a quello dei siliconi;

Parabeni: Conservanti presenti nella maggior parte dei cosmetici. Nell’INCI sono indicati come “paraben”. In dose elevata sono stati accusati di interagire con il sistema ormonale e di facilitare la proliferazione di cellule tumorali;

PEG, PPG: emulsionanti ed addensanti di basso costo, tendono a causare intolleranze e arrossamenti;

DEA – TEA – MEA: sono agenti schiumogeni che possono liberare sostanze cancerogene chiamate nitrosamine;

BHA o E320: è vietato in America ma non da noi. E’ un conservante (quindi un antiossidante) e spesso il suo uso viene associato al BHT, anch’esso dannoso. La metabolizzazione del BHA produce metaboliti potenzialmente carcinogeni!

Essenze e oli d’erbe: estratti da vegetali tramite solventi oppure sono sintetici con aggiunta di profumi… da non confondere con gli oli essenziali 100% naturali.

Sodium Lauryl Sulfate (SLS) e Sodium Laureth Sulfate (SLES): utilizzati come addensanti, generalmente in creme e altri prodotti di uso quotidiano, attaccano il film idrolipidico della pelle causando un’elevata secchezza, un profonda disidratazione.

Adesso divertitevi a fare un esperimento. Andate in bagno e leggete le etichette di tutti i prodotti che usate. Riconoscete nessuna di queste sigle? Ho paura di si. Ma allora come difenderci?
Cercando di fare attenzione, leggendo le etichette, anche quelle dei prodotti “insospettabili”, cercando certificazioni che ci tutelano come il marchio ICEA (’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale), aiutandoci anche tramite alcune app che ci indicano la classificazione dei vari ingredienti. Molto valide per esempio sono l’app Biotiful nella quale i prodotti sono ricercabili sia per nome sia per marca, ma anche fotografando il codice a barre del prodotto con il proprio cellulare, e l’INCI viene indicato da 1 a 5 foglioline verdi,   INCI OK qui si possono cercare i singoli ingredienti o i prodotti che ci interessano inserendone il codice a barre; e momentaneamente solo per iPhone, l’app ICEA Check, l’app ufficiale dell’ICEA che consente di effettuare ricerche sia relative ai cosmetici, sia relative ai cibi.Schermata 2017-03-31 alle 02.49.13.png

Presto inizieremo ad esporci al sole… facciamo attenzione per favore!

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