TRAVEL

Sofia. Un week-end sorprendente in una città in pieno sviluppo turistico

Sono partita per Sofia piena di dubbi e perplessità. Perché della città non sapevo niente, nemmeno una foto qua e là, nemmeno un’amica partita e tornata con racconti golosi. Del paese conoscevo solo i bulgari di Aldo, Giovanni e Giacomo. A dirla tutta, Sofia, nei miei pensieri, non c’era mai entrata. Invece mi ha sorpresa.

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E’ collegata benissimo grazie a Ryanair e raggiungibile con un volo di un paio d’ore.

Ci ha accolto una città piena di neve e di taxi gialli, di parchi innevati pieni di pelosetti gioiosi e gattoni ciccioni, di chiese ad ogni angolo e ristoranti sempre pieni che se non prenoti due giorni prima non mangi nemmeno pregando in bulgaro e, sorprendentemente, piena di turisti e di macchine fotografiche.

È piccolina, raccolta, la si visita in poche ore ma soprattutto c’è il Free Sofia Tour che ti scorrazza in giro per la città for free, 2 volte al giorno, per farti godere appieno della bellezza di questa piccola perla bulgara.

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Assolutamente da vedere I Sofia Central Mineral Baths dove tuttora si possono trovare file indiane di bulgari che vengono a raccogliere l’acqua calda che sgorga dalla fonte.

Le chiese di Saint Petka, Sveta Nedelya e Alexander Nevsky Cathedral le troverete lungo la strada se sceglierete il Free Sofia Tour, come il National Assembly ed il teatro dell’Opera che è davvero magnifico.

Un pò fuori Sofia, a circa 25 minuti di taxi, in uno dei quartieri più ricchi della città, c’è la piccola chiesa di Boyana, dichiarata Patrimonio dell’Unesco che merita sicuramente una visita.

Un capitolo a parte è dedicato al il cibo, che è fantastico.

Un pout puorri di sapori che arrivano dalle vicine Grecia, Turchia e Serbia.

Abbiamo mangiato degli involtini di carne deliziosi, formaggi super saporiti ed uno yogurt che se la gioca solo con quello greco ( per poi scoprire che lo yogurt è di origine bulgara e che si deve ad un medico bulgaro la scoperta del lactobacillus bulgaricus ma, ahimè, prospera solo in Bulgaria, è estremamente difficile da esportare ergo, a colazione, quintali di yogurt che la Bulgaria è una delle nazioni con maggior numero di ultracentenari al mondo e voglio pensare che sia così anche grazie al loro yogurt ).

Un weekend pieno di piacevoli scoperte. Sofia, al tempo dei romani, era chiamata Serdica. E di quell’epoca sono i resti che si trovano all’ingresso dell’Hotel L’Arena di Serdica che ci ha ospitato ma che ospita anche l’anfiteatro più grande della Bulgaria. Le rovine, perfettamente conservate, sono visitabili usando l’ingresso principale dell’hotel ma anche vari sottopassaggi pedonali e la metro.

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Sofia è così, ti sorprende quando meno te l’aspetti!

Ti sorprende con i suoi strani terrazzini che vengono usati come prolungamento delle cucine e dei ripostigli:non è così difficile trovare una casalinga che spadella a – 10 in balcone dove, molto spesso, vengono piazzati forni e robot da cucina.
Oppure i cavi sospesi da un palazzo all’altro, inutili, ma ricordo del passato ed ispirazione per molti artisti.
E poi i clacson di cui i bulgari fanno largo uso: suonano sempre, anche per salutare l’amico che passa di lì.
Il Wi-Fi che è dappertutto, anche in mezzo al parco, lontano da tutto e da tutti.
Ma soprattutto il movimento della testa ad indicare si e no molto spesso è al contrario, a discrezione.
Di bello, però, c’è che Sofia è una città giovane, piena di gente in giro la sera, con tanti ( troppi ) night club ma soprattutto molto molto molto anni 90.
Ramazzotti imperversa ovunque e siamo all’album di Se Bastasse Una Canzone, quando la Hunziker era ancora in Svizzera ed io andavo alla scuola media.
Per me che vivo in una città di confine e che fin da piccola bazzico Slovenia, Croazia e Dalmazia è come un ritorno al passato.
Ecco, Sofia è la Croazia dei gloriosi anni 90 ma con molta più attenzione ai ristoranti ed al food. Ci tengono moltissimo.
Si mangia e si beve a qualunque ora e sempre benissimo. Tra i must il Lazy :
un pò fuori dal centro, molto moderno e accogliente, specializzati in pesce ma potete trovare anche piatti tipici.

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Oppure il Moma: se passate da Sofia andateci, è bello, buono e molto accogliente.

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Decisamente tipica la   Izbata Taverndove ci hanno riscaldato il cuore con dolmas, kapama, pane speziato e tanta birra.

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E poi stanno puntando molto sul turismo: le piantine della città sono carine e dettagliate, i tour sono gratuiti, i taxi sono super economici, la metro una delle più belle e moderne d’Europa.

Se ne avete occasione, venite a visitarla prima che la trasformino in meta europea di pellegrinaggio low cost e perda quel fascino che la rende così verace!

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6 commenti

  1. Che dire! Ora non posso che desiderare un viaggio proprio qui! Il tuo entusiasmo e la tua gioia nel descrivere la tua esperienza sono decisamente contaggiosi! Arrivo….

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