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Intervista a Sara di “Cookiss Bakery”

Oggi su COMPOSURE vi presentiamo Sara Brancaccio di “Cookiss Bakery“. Quella che qualche tempo fa era la sua pasticceria American Style a Pisa è oggi un Blog che Sara cura con amore e passione, gli stessi sentimenti che la legano alla sua famiglia e alla piccola Elena, la ragione per la quale ha deciso di chiudere la sua attività, con un pò di amarezza ma sicura di aver fatto la scelta giusta.

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Molto seguita sui social (Instagram  – Facebook) e sempre disponibile con i suoi follower che ogni giorno commentano le dolci ricette che Sara ritrae in fotografie molto curate e che fanno venire letteralmente l’acquolina in bocca.
Le abbiamo fatto qualche domanda sulla sua vita e sul suo lavoro e Sara ha risposto senza riserve a tutte le nostre curiosità.

A distanza di anni, pensi che chiudere il tuo locale a Pisa per dedicarti alla famiglia, sia stata la scelta giusta?
«La scelta è stata dura, sofferta, ma col senno di poi, giusta. Ho trascorso i primi tre anni lavorando come una pazza, ricoprendo tutti i ruoli che possono esistere in una azienda. Ero sì la titolare, ma anche molte altre cose. In primis la pasticcera del laboratorio e quindi mi occupavo di realizzare i prodotti in vendita e di idearne di nuovi, ma seguivo le fatturazioni, il magazzino, gli ordini dei fornitori e dei clienti, comprese le loro richieste o lamentele. Ho realizzato ogni aspetto grafico, dal sito web al logo. Ogni dettaglio era seguito con cura ed ovviamente avendo un corpo, due mani ed una testa è stato difficile dare il meglio in ogni aspetto. E’ stato un percorso nel quale ho imparato molte cose, quanto può essere cattivo il mondo del lavoro, ma anche come imparare a relazionarsi con il cliente, come reinventarsi e proporre sempre nuove idee e come mettersi in gioco. Sono cresciuta, maturata e migliorata come persona. Ho avuto l’occasione di sfruttare tutto quello che avevo realizzato a beneficio di una vita diversa e quando l’occasione è arrivata ho scelto la mia famiglia pur continuando a lavorare nel settore, ma in modo differente. La mia piccola Elena è nata prematura di soli sette mesi e mentre la stringevo, così piccola e delicata, mi sono chiesta se valesse davvero la pena rinunciare al suo tempo per una vita di così tanti sacrifici e rischi. Il settore della ristorazione è tremendo e pieno di ostacoli posti sia dallo Stato, sia dalla concorrenza ed oggi posso dire che, nonostante il dispiacere, grazie alla mia scelta ho potuto godermi ogni istante della crescita della mia piccola».

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Riaprirai mai il tuo locale?
«Ad oggi sto seguendo la possibilità di far aprire Cookiss Bakery da altri investitori attraverso il franchising, ma, come tutte le cose, in Italia è sempre molto complicato, sia che si tratti di iniziare, di proseguire o di concludere. Se dovessi ridarmi una chance lo farei all’estero, con migliori condizioni ed una clientela diversa, ma necessariamente con un socio perché non posso pensare di triplicarmi o quadruplicarmi ancora 🙂 ».

Qual è il dolce che ti riesce meglio e quello che non hai ancora realizzato?
«Ho realizzato migliaia e migliaia di cupcakes. Sarebbe stato interessante tenere un conto e posso dire che in assoluto questi piccoli dolcetti sono il mio cavallo di battaglia, ma ho anche un debole per le crostate, che mi diletto a reinterpretare nella mia rubrica dedicata #tartmycake. Non ho mai realizzato un budino ed il motivo è che non mi piace per niente. Non sono una fan delle consistenze “budinose” ed ovviamente si cucina quello che più piace!»

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Qual è lo chef o il pasticcere che preferisci tra quelli attualmente più famosi e perché?
«Da qualche anno ho avuto modo di scoprire lo chef Eston Blumenthal. E stato amore a prima vista perché aggiunge ad un piatto già eccellente un qualcosa in più. Come è importante bilanciare i sapori dovrebbe essere altrettanto fondamentale il gioco, la suspance, come l’effetto vedo non vedo di un bell’abito in pizzo. Chi lo dice che quell’uovo è davvero un uovo? Potrebbe essere un dessert o un antipasto complesso e ricercato. La prossima tappa sarà andare nel suo ristorante non avendo la minima idea di cosa mangerò ed il bello è proprio questo». 

Cookiss bakery è anche un bellissimo e curatissimo blog, possiamo definirlo il tuo lavoro?
«Ad oggi il mio lavoro, dopo essere una mamma, è proprio questo. E’ qualcosa di materialmente non percepibile, ma c’è tanto impegno dietro. Studiare le ricette, scegliere i giusti abbinamenti, realizzare il dolce e poi fotografarlo nel modo giusto per rendergli giustizia. Ho iniziato a collaborare con delle aziende e delle riviste del settore ed il prossimo step sarà l’insegnamento. Sto valutando la possibilità di tenere dei corsi di pasticceria». 

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Che tipo di mamma sei?
«Divertente. Sono una persona che scherza su tutto ed una eterna bambina. Giro ancora scalza per casa e salto sul letto. Mi piace giocare e far divertire la mia piccola, ma anche insegnarle ad essere educata e gentile. Oggigiorno mi sembra una rarità trovare dei bambini in grado di dire grazie, dare del lei o tenere la porta di un negozio aperta alle persone che stanno uscendo dietro di loro».

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Il tuo libro di ricette preferito?
«Il libro di ricette più consumato che ho è quello di Ladurèe dedicato ai dolci. L’ho sfogliato così tante volte ed ho preparato quasi tutte le ricette descritte così da fare un piccolo salto a Parigi di tanto in tanto».

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Che rapporto hai con i social network?
«Questa è la domanda delle domande per ogni blogger. Il mio rapporto è sano e dico così perché online le cose fanno in fretta a sfuggire di mano. Ci sono persone attente ad ogni singolo “mi piace” o “like”, che vivono una seconda vita parallela a quella reale e spesso confondono i veri rapporti con quelli virtuali. Adoro la tecnologia ed anche i social, ma cerco di limitarmi cercando di non esagerare, ricordandomi che le persone vere sono quelle che ho accanto. Questo non esclude di poter fare amicizia. Con alcune blogger ci siamo incontrate per testare qualche ricetta o tenere dei corsi».

Descriviti in tre parole:
Determinata, allegra, romantica

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Ti è piaciuta questa intervista? C’è dell’altro che vorresti sapere su Sara? Faccelo sapere commentando nel “box risposta” che trovi proprio qui sotto

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