HOW TO

«Tu sei la mia migliore amica. E io per te ci sarò sempre»! Come aiutarla quando soffre per amore

È da lunedì che ci pensi, che non vedi l’ora che arrivi domenica sera per spaparanzarti sul divano in santa pace con mezzo kg di pistacchi da sgranocchiare, in pigiama, calzettoni e la nuova puntata di “Amici”, che … guai a chi te la tocca!
Ma lo sapevi. Lo sapevi eccome. Temevi che quel momento sarebbe arrivato, te lo sentivi… e puntualmente è arrivato!
Allora provi a fare la gnorri per un’oretta (diobenedica le anteprime su whatsapp), e quel messaggio non lo apri, non lo leggi. «Eh… se non l’ho letto, non l’ho letto! Ero stanca, sono crollata!»
E allora pensi a una ventina di scuse da “buttarle lì” il giorno dopo. Ma ce ne vuole una buona, una giusta, perché lei… lei ti conosce meglio di una sorella e non la freghi tanto facilmente.
Ti rifiuti categoricamente di farti saltare la serata relax! Domani ricomincia un’altra settimana di merda al lavoro, e te lo meriti quel divano, te lo meriti davvero!
Ma… ma… dopo un po’ arrivano i sensi di colpa. In fondo sei il suo punto di riferimento, la sua amica, la sua sorellina. E alla fine, cedi. Cedi perché le vuoi bene, perché non ce la fai a saperla da sola e in lacrime, perché sai che ha bisogno di TE.

Decidi di fare a meno della serata tutta tua, che si trasforma per l’ennesima volta nella serata tutta sua. Di lei. Della tua migliore amica

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Te la ritrovi spalmata sul divano, con 4 fazzoletti stropicciati in mano, gli occhi gonfi con ancora il trucco della sera prima che parla, parla, parla all’infinito delle stesse identiche cose di cui parlava una settimana prima. Un mese prima. Due mesi prima. Lui non c’è, lui non la richiama, lui ha un’altra (che tra l’altro è un “cesso“), lei non è abbastanza bella, lei è troppo grassa, lei non è all’altezza… e il solito DRAMMA DRAMMA DRAMMA! Anche la frase…

ti rendi conto che se non fai qualcosa, tra un mese saremo ancora qui a dirci le stesse cose!?

non funziona più.
Mentre è lì che ancora farfuglia, cerchi di capire cosa dirle, ma sopratutto in che modo. Perché è quello che fa la differenza con lei. Se le urli contro parte il pianto isterico, se sei troppo accondiscendente ti dice che le ripeti sempre le stesse cose, se fai quella annoiata dal discorso si offende. E quindi sei lì che la osservi mentre singhiozza, poi piange, chiude gli occhi, sospira e poi di nuovo da capo. Allora te ne esci con

deve pur esserci qualcosa di meglio che tutto questo, deve essere così, altrimenti tutti i film d’amore visti fino ad ora a cosa sono serviti?

Perfino questo mezzo chilo di pistacchi è meglio di tutto questo!
Ti guarda con gli occhi umidi e aspetta che tu dica qualcosa di risolutivo, qualcosa che la faccia stare meglio (meglio davvero), ma a te non viene in mente niente di diverso da quello che le hai già detto e ripetuto mille volte.
Ti fai seria, ti siedi di fronte a lei e con tono sostenuto, ma con gli occhi da cerbiatta, le dici che lo sai che fa male, fa un male cane, ma è così che vanno le cose a volte. Ci piacerebbe tanto vivere in un mondo perfetto, in una relazione perfetta con l’uomo perfetto che ti aiuta a scendere dall’auto, ti sposta la sedia al ristorante, ti porta la colazione a letto, ti asciuga le lacrime e ti ama, ti ama davvero! Ma purtroppo esiste il libero arbitrio.
Siamo esseri nati liberi, liberi di pensare, di agire, di muoverci, ma per natura o per bisogno, ci leghiamo a qualcuno, a volte troppo, e dopo un po’ ci si aspetta che sia questo qualcuno a camminare o decidere per e insieme a noi. Grosso errore! Ci dimentichiamo di pensare a noi stesse e spesso ci annulliamo talmente tanto da non renderci più conto di ripetere le stesse frasi come un disco rotto, di ritrovarci a parlare di lui anche quando aspettiamo il nostro turno da dentista, o di chiedere al salumiere se l’ha visto passare.
È il momento di liberarsi. Di liberare se stessa da questo peso sullo stomaco, sul cuore ma soprattutto… dal tuo divano!
Inutile ricordarle il perché si ritrova in queste condizioni, di quanto lui sia sbagliato per lei e di quanto sia stronzo! Finirebbe con il “giustificarlo” di nuovo. Non serve. E così le dici per l’ennesima volta che l’aiuterai, che per lei ci sarai sempre, ma che ci sono passi che bisogna compiere da soli e cose che bisogna capire e maturare da soli.
La inviti a ricordarsi com’era la sua vita prima di lui. Com’era lontana anni luce dalla persona spenta e triste che sta di fronte a te adesso. Magari le ricordi anche che il tempo passa e l’orologio biologico incombe, così, giusto per rinfrescarle la memoria.
Non servono gli uomini per sentirsi donne migliori, a volte la soluzione la si può cercare da un’altra parte e tirandola su dal divano l’abbracci e le dici:

«Io e te siamo come Meredith Grey e Cristina Yang, io sono la tua persona»!

Probabilmente non farà niente di tutto ciò che le hai consigliato. Ricadrà negli stessi errori, nelle stesse lacrime e sarà … normale.  Perché per quanto anche lei ti voglia bene, per quanto si fidi di te, e si affidi a te, certe cose vanno “oltre” il suo volere e il suo potere E tu… non potrai farci proprio nulla! Forse, e non necessariamente, solo il tempo potrà.
Non sottovalutare mai il suo dolore, non sottovalutare mai quanto tu sia importante per lei e ricordati sempre che quando ci sarai tu seduta dall’altra parte del divano, lei ci sarà.

«Salti tu, salto io. Ricordi»?!

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www.composureonline.com composureitalia composure italy magazine on line rivista italia lifestyle moda beauty jpotter1826 jessica c potter composure news blogger mamme bambini genitori amore .pngE tu cosa fai quando vedi la tua migliore amica soffrire? Raccontacelo commentando nel “box risposta” che trovi proprio qui sotto

7 commenti

  1. Simona, con le parole ci sai proprio fare. Ho letto il tuo racconto tutto d’un fiato. Hai elargito dei consigli dolcissimi ma, ahimè, proprio come dici tu, in questi casi non ci sono né amiche, né consigli che possono aiutare. Da queste crisi bisogna venirne fuori da sole e capire che è il momento di voltar pagina e riacquistare stima in se stessi. Beh!! la scena del film “salti tu, salto io” non è così facile anche se, ammetto, è molto toccante nel tuo racconto. Bacioo

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  2. Grazie per il complimento sui miei viaggi. Ancora non hai visto nulla dammi tempo, ma, soprattutto, passa dai miei viaggi. Lascia un commento perché sai bene che anche una sola parola ci dà una felicità immensa. Senza commenti e like ciò che scriviamo non avrebbe ragione di esistere. Che ne dici? Bacioo 🙂

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  3. Mi è piaciuto quello che hai scritto e come lo hai scritto. Leggerò volentieri il tuo prossimo post. Io non sono molto bravo a dare consigli ma ho un amico che fa come la tua amica . Ogni tanto (ultimamente spesso) si presenta a casa mia e incomincia a raccontarmi le sue disavventure con il genere femminile , io mi limito a starlo a sentire e ogni tanto lo mando a vafff… ma lui non si risente e continua imperterrito con le sue minchiate ….gli preparo la camera degli ospiti e via così

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