HOW TO IL PUNTO DI G

Let’s STalk about Love, baby! “Online ma non risponde”. Il dramma social, assolutamente da NON sottovalutare.

Nel 1980 non c’era Facebook, nessuno era online, nessuno commentava, nessuno metteva like, nè “postava” nè “whatsappava”.
Eppure nel 1980 mio padre tradiva mia madre. E la tradiva già da due anni.
Come non chiedermi, e se fosse accaduto oggi!? Forse mia madre si sarebbe potuta risparmiare due anni di corna? Forse la tecnologia l’avrebbe potuta aiutare a capire prima!? Perché, diciamocelo, oggi siamo talmente allenate a investigare e a tenere le “antenne dritte” che diventa difficile anche per “loro” farcela sotto gli occhi. Le corna non sono più facili come una volta.

Le corna sono social

Non solo ce le fanno davanti agli occhi, ma davanti a tutti! Allora mi chiedo, siamo capitati nella generazione più, o meno fortunata?
Oggi il termine stalking – camminare con circospezione, camminare furtivamente, cacciare in agguato  –  viene usato in criminologia, ed abusato nella nostra quotidianità.
Chi non ha mai creduto di avere uno “stalker“, chi non si è mai sentito “stalker” nei confronti di qualcuno, o chi non è mai stato accusato di esserlo, magari da un’amica, per scherzo.

 «Ma vuoi lasciarlo in pace, sei proprio una stalker»!

stalk2.jpgEd ecco che anche io sono una stalker! E va a finire che ci credo veramente, e riesco anche a sentirmi in colpa.
E invece voglio spiegarvi che non c’è niente di male. E non c’è niente per cui sentirsi in colpa. Non sono una ragazzina, ho 37 anni, ma per certe cose si sa, non c’è un’età.
Mi ritengo una ragazza normale, con le mie crisi esistenziali (più o meno acute) da zitella 37enne, anche un pò sfigata, ma sono assolutamente “normale”. Si, lo sono. Non ho mai fatto del male a nessuno, non ho mai voluto il male di nessuno, se non, forse, ogni tanto, a me stessa.
Penso sia altrettanto normale aver bisogno di risposte, quando le certezze sui cui vivevi fino a poco tempo prima, svaniscano. Che lui sia sparito, che ti abbia lasciata, che ti abbia tradita, abbandonata o maltrattata, il tuo bisogno di capire il perchè, a un certo punto, va oltre ogni logica.
E’ per questo che ti ritrovi a “stalkerizzarlo” continuamente. Facebook, Whatsapp, Instagram, e diosolosa quanto quell’ online di cui tutti parlano nelle vignette che prendono in giro quelle come “me”, possa fare male.

Online = non è con me

Che sia con la nuova “fiamma”, che sia con “un’altra”, che sia con chiunque, fatto sta che in quel momento non è con noi. In quel momento ha qualcosa di meglio di fare, e quel qualcosa, è meglio di noi. E’ più bella, più interessante, più magra, più alta, più bassa, più simpatica.
E quei commenti su Facebook e Instagram!? Lui che era tanto “antisocial“,  te lo ritrovi in foto imbarazzanti nelle pose più assurde e commentate da una serie di ragazze di cui ignoravi completamente l’esistenza. O forse no.
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Quello che voglio farvi capire, è che il nostro vero problema è che abbiamo tutto a portata di mano. Come mai prima nella storia dell’essere umano. Talmente a portata di mano che tenere a freno la curiosità, la bramosia di sapere e di capire, è umanamente impossibile. E non siamo necessariamente masochiste. E non siamo necessariamente delle stalker.

Siamo solo donne ferite con ossessioni a “portata di social

Impossibile non superare il limite della paranoia, e dell’ossessione. Come puoi resistere, quando ce l’hai “lì”. Quando sai che con un click puoi avere una risposta in più, e una ancora e un’altra ancora.

Non esistono soluzioni per questo tipo di “patologia”. E diffidate da chi vi dispensa consigli a casaccio. E diffidate di chi vi accusa di essere una stalker, senza sapere come e quanto state soffrendo.

E allora cosa fare!? Sperare che il tempo curi le ferite, cercare nel frattempo di reimpossessarvi di voi stesse, della vostra dignità, far sparire i sensi di colpa, e soprattutto quegli odiosi complessi di inferiorità, spesso nei confronti dell’ignoto. Fare “a botte” con la mancanza di autostima, e dimostrare a noi stesse che valiamo molto più di quello che c’è dall’altra parte dell’ “online”. Qualunque “cosa” sia.

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Arriverà un momento in cui vi accorgerete che non state più controllando. Non vi ricorderete nemmeno quando è stata l’ultima volta che l’ avete “stalkerizzato”.
E in quell’istante, vi assicuro, sarete finalmente libere…
 ….. di stalkerizzare qualcun’altro!
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